Qui sfondiamo una porta aperta perché il sottoscritto berrebbe bollicine sempre, esageratamente e indiscutibilmente. Berrei una buona bolla al ristorante stellato come al bar, con gli amici, con la fidanzata, da solo. Sempre. Tutti quelli che mi dicono “A me i vini con le bolle danno fastidio”, io in quel momento penso: “Booooh!” Detto questo ci tenevo particolarmente a scrivere questo articolo e l’ho rubato alla mia socia Isabella e anche prepotentemente.
Col passare degli anni mi sono accorto che, nonostante l’impegno mio e quello di colleghi ed amici, la cultura della bollicina è come sospesa in un limbo dove chi è amante del genere e se lo può permettere berrebbe solo Champagne o Franciacorta famosi, e chi invece alla parola bollicina collega direttamente la parola Prosecco, come se fosse il sinonimo diretto della parola Spumante. Non si ha la curiosità di assaggiare cose nuove e chi si trova bene con quella bollicina è probabile che la berrà e la sceglierà al ristorante per sempre. Io stesso per esempio ci ho messo un paio d’anni per far cambiare scelta ad un cliente che beveva solo uno specifico prodotto: è stata dura ma ancora oggi mi ringrazia!
Cosa ci domandiamo quando andiamo in un posto a bere un bicchiere di Spumante?
Indipendentemente dal luogo in cui ci troviamo, a Parma come a Sanremo, a Sanbenedetto del Tronto come a Bologna, le possibili scelte che potremmo trovarci davanti dovrebbero essere tra vini come:
- una bollicina locale, fatta con vitigni autoctoni della zona o anche vitigni internazionali ma che si adattino in modo diverso da posto a posto,
- una bollicina più “famosa” come un Prosecco di Valdobbiadene o un Franciacorta,
- una bollicina internazionale come uno Champagne o perché no un nostro Franciacorta Millesimato più importante o un Trento DOC Riserva; (Giulio Ferrari a fianco a un grande Champagne non sfigurerebbe mai.)
Quando entriamo in un locale quindi facciamo attenzione a quello che diciamo, perché quando enunciamo la parola Prosecco in realtà stiamo dicendo un preciso vino fatto in una zona ben definita, con quella parola, se non ulteriormente specificata, stiamo dicendo che vogliamo un vino spumante fatto con uve Glera, molto probabilmente vinificato con metodo Charmat, nei comuni che si estendono dalla provincia di Treviso e sul confine del Friuli-Venezia-Giulia, fino a quella di Verona; stiamo perfino dicendo con quella parola che preferiamo vini non troppo secchi, morbidi in bocca e profumati, con poco o niente sentore di crosta di pane in bocca e di lievito tipico invece di altre vinificazioni. . E Noi? Ne siamo coscienti? Sappiamo quello che stiamo dicendo? Magari invece la crosta di pane ci piace un sacco e siamo amanti incoscienti dello Chardonnay e del Pinot Nero, per dire.
E’ qui che risiede l’importante compito del sommelier/esperto del vino perché ha una grande responsabilità nelle mani, ogni suo consiglio renderà piano piano le persone più coscienti di quello che stanno bevendo. Quando al supermercato scegliete un formaggio sapete bene quale scegliere, perché un Parmigiano Reggiano DOP ha tutto un altro gusto da una Robiola di Murazzano DOP, da una Mozzarella di Bufala DOP o da uno Stracchino. Dovrebbe essere così anche per il vino, la comunicazione di chi crea l’offerta deve essere all’altezza della domanda che vorrebbe avere nel proprio locale.
Alcuni mi dicono – “non amo molto le bollicine perché la bollicina forte mi da fastidio.” oppure – “sento sempre quell’amarognolo alla fine che non mi piace.” e ancora “li trovo troppo pesanti e profumati e mi fanno venire mal di testa.” Mi piace sempre parlare di Spumanti con chi non ama gli Spumanti perché se riesco a trovare il prodotto giusto per loro sono ancora più soddisfatto, proprio perché ascoltandoli mi rendo conto che molte volte scartano le bollicine non perché preferiscono di gran lunga i bianchi fermi, ma solo perché non hanno trovato la bolla che fa per loro. In Italia ma come nel Mondo esistono moltissimi Spumanti diversi, diversi sia per caratteristiche proprie, dovute al territorio e alle uve con cui vengono fatti, ma anche diversi per quantità di zuccheri presenti o grandezza e percezione della bollicina nella nostra bocca. Ci sono alcuni spumanti in cui si avverte molto il sentore agrumato, altri invece il candito o il lievito, altri ancora i fiori freschi e le spezie e così via, è qui che è giusto sapere cosa bere se vi piace molto la bollicina e cosa scartare se non la amate ma volete provare cose nuove.
Extra brut: Zucchero residuo fino a 6 g/l.
- Brut: fino a 15 g/l
- Extra dry: 12 – 20 g/l
- Dry/sec – secco: 17 – 20 g/l
- Demi-sec, abboccato: 33 – 20 g/l
- Doux o dolce oltre 50 g/l
Il residuo zuccherino è un ottimo punto di partenza che vi fa capire e distinguere molti prodotti diversi tra loro e vi fa capire quale tipologia vi può piacere di più. Da notare che i gusti nel mondo del vino sono come quelli per le donne, con gli anni cambiano, si evolvono. Da giovani tenderete ad amare sapori più abboccati e amabili mentre più avanti con l’età preferirete sempre più gusti decisi e netti. Più sinceri e poco mascherati.
La Francia con lo Champagne ha indiscutibilmente in mano il mercato per le bollicine, è innegabile, anche se ci sono dei nostri MC che sono in grado di competere con i grandi Champagne…ma loro non devono fare grandi sforzi mentre noi a corsa finita siamo quasi esausti!
In Italia d’altro canto possiamo vantare una più vasta e eterogenea realtà microterritoriale, cosa che in Francia non accade. Ogni regione ormai produce vini spumanti sia con il Metodo Classico che con lo Charmat e la produzione è in continua crescita, perché la bollicina va di moda, si beve in momenti gioviali di festa o per un aperitivo e si adatta a molti cibi e piatti di portata. Ed è come le bollicine cambiano da regione a regione che rende questo mondo interessante e appassionante, non tutte le regioni d’Italia producono bollicine di fama internazionale ma sicuramente la verità di quello che è il territorio d’origine salta fuori e ne possiamo godere tutti.
Dai Trento Doc ai Franciacorta, dalle bollicine d’alta quota in Valle d’Aosta a quelle invece affinate sott’acqua in Liguria a Portofino, al Valdobbiadene, all’Alta Langa e molte altre; Quasi ogni regione in Italia ha dei MC interessanti ed è bello provare cose nuove e farci guidare da chi ne sa più di noi.
Aumentiamo tutti insieme la nostra curiosità e facciamoci qualche domanda in più, e se il nostro intuito è più in gamba della nostra voglia di conoscere cose nuove è meglio rischiare certe volte che ritrovarsi a bere sempre le stesse cose.
Se siete appassionati e sapete di essere Maestri in qualcosa, affrettatevi allora e diventate Allievi in qualcos’altro.
Presto pubblicheremo un articolo dettagliato regione per regione circa le bollicine italiane, perché credetemi ne abbiamo moltissime e di molto interessanti, nel frattempo Cin Cin e che la Curiosità sia con Noi!
Francesco.
