PROTAGONISTI : Simone Costa

Simone è un amico, l’ho conosciuto circa due anni fa. La sua famiglia ha dal 1981 Cascina Spagnolo, un bellissimo casolare immerso nelle colline di San Defendente, una frazione di Canale, nel cuore del Roero. Sebbene il nostro tempo ogni volta che ci vediamo sia limitato (per il mio poco tempo libero) ogni volta ci promettiamo di fare qualcosa in più insieme, che sia una cena o una semplice uscita, con le nostre rispettive ragazze molto amiche tra loro. Ci ha accolto a casa sua a braccia aperte, e tra una risata e un altra, mentre facevamo colazione ci ha parlato un po’ di lui.

State a sentire nella nostra intervista qui su Wines and Secrets.

Domanda di rito, parlaci un po’ di te e della tua famiglia all’interno di Cascina Spagnolo.

Da sempre l’azienda è composta unicamente dalla nostra famiglia, adesso siamo ufficialmente tutti e tre i figli attivi nel lavoro, io sono il più piccolo e poi ci sono le mie due sorelle gemelle più grandi, Giorgia e Fabrizia. Facciamo tutto noi , dalla vigna alla cantina, dal magazzino alle vendite e seguiamo personalmente la produzione dall’uva al vino e in bottiglia, io faccio la parte meccanica in vigna (cingolato, trattamenti, trinciatura etc), le mie due sorelle fanno invece tutta la parte manuale come per esempio la potatura e altri interventi durante l’anno. La parte della cantina la seguo io insieme a mio padre, tutto quello che riguarda la vinificazione, la fermentazione o l’imbottigliamento viene seguito da noi due. Per il magazzino, dall’ etichettatura al confezionamento le mie due sorelle con mia madre sono le responsabili e infine di nuovo io e mio padre ci dividiamo la parte commerciale, che viene seguita direttamente da noi senza l’aiuto di rappresentanti esterni.

I tuoi Vini, dal primogenito della famiglia Costa fino all’ultimo arrivato che ho avuto anche il piacere di assaggiare recentemente.

Mio Nonno quando era giovane lavorava nelle vigne ma nella zona del Moscato, era un lavoro che amava ma all’epoca c’era la fame e la povertà e allora decise insieme a mia Nonna di partite alla volta di Torino per cercare fortuna. Grazie alla loro bravura e il loro impegno misero sù una rivendita di pane molto grande e quando raggrupparono insieme un po’ di risparmi ritornarono in langa e comprarono questa cascina e 2 ettari di vigna che già apparteneva ad essa. Mio nonno pensò fin da subito che Cascina Spagnolo avesse un’ottima posizione e aveva ragione. Mio padre crebbe qui e a circa 17 anni iniziò a lavorare a tempo pieno in famiglia dopo aver fatto qualche esperienza in altre cantine per farsi le ossa. Piano piano con il passare del tempo crebbe e raggruppò insieme i nostri attuali 6 ettari che sono tutta la collina di San Defendente che ci circonda. Da lì mio padre iniziò nel 1981 con il Nebbiolo d’Alba, e ben presto le possibilità crebbero arrivando alla nostra attuale produzione. Con il Nebbiolo produciamo il Nebbiolo d’Alba e il Roero D.O.C.G, sempre a bacca rossa la Barbera d’Alba e una piccola produzione di Brachetto, vitigno aromatico e particolare ma storico di questa zona, a bacca bianca si aggiungono poi alla rosa il nostro Roero Arneis e lo Chardonnay. Da 3 anni facciamo anche l’ Alba D.O.C che è un assemblaggio in vendemmia di nebbiolo e barbera e siamo molto orgogliosi dei risultati.

E il Rösefiur?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ultimo nato della famiglia Costa, è un vino che nell’ultimo anno mi ha dato enormi soddisfazioni, è partito tutto un po’ da una mia idea. Abbiamo preso l’uva della nostra vigna di brachetto e , insieme a mio padre, abbiamo cambiato il tipo di vinificazione. Da sempre era un vino secco e fermo e quest’ anno abbiamo deciso di vinificarlo in rosato, con una breve fermentazione in pressa con le sue bucce, quel che bastava per dargli il colore che volevamo per lui, e da li in poi l’ho vinificato come un bianco.

Il risultato è stato sorprendente e ai nostri clienti storici è piaciuto molto.

 

Quale è il Vino che un po’ vi rappresenta?

Noi amiamo tutti i nostri vini, ma in effetti per molti siamo famosi per il Balin, che è il nome di fantasia che abbiamo dato al nostro Chardonnay, la bottiglia è diversa ed ha una forma molto allungata, l’etichetta è semplice, è tutta bianca con solo il nome Balin stampato in piccolo. Ma dobbiamo citare ovviamente anche il nostro Roero D.O.C.G, che è la nostra D.O.C.G di zona e siamo felici di poterlo produrre.

La nostra filosofia è sempre stata quella di sfruttare al meglio quello che abbiamo nel rispetto della natura e senza comprare mai uve da altri o affittare vigneti per accontentare il mercato, molti non lo capiscono ma per noi è molto importante, una piccola produzione ma una grande qualità e soprattutto sincera.

Spiega a un bambino di 3 anni che cosa è il TANNINO?

OH MAMMA! (ridendo) glielo posso far assaggiare il vino o no? no scherzo, comunque gli direi che il tannino…è una sostanza presente nell’ uva e può essere amplificata dai legni nell’affinamento e come sensazione ti allappa. ti incolla la lingua al palato. Quindi caro bambino di 3 anni se senti che la tua lingua si sta attaccando al palato è perché stai bevendo un Roero probabilmente.

Il cambiamento climatico lo avverti in che modo in vigna rispetto al passato?

La prima cosa che noto ogni anno da un po’ a questa parte, che oltre al caldo o alla poca pioggia che quello è gia capitato in passato ed è un po’ una cosa ciclica mi diceva già tempo fa mio Nonno, come il clima stesso sempre meno mite tra caldo e freddo, la cosa che noto di più è che il sole è sempre più caldo, proprio la percezione dei raggi solari è diversa rispetto al passato ed è molto più facile bruciare. in alcune schiene dei nostri vigneti più esposte ai raggi solari, può capitare che alcuni grappoli meno coperti dalle foglie vengano davvero “cotti” dal caldo, ed è un danno perché maturano troppo in anticipo. Ma sono convinto che molte cose sono solo cicliche, non sono uno di quelli che punta il dito e urla che il mondo andrà sempre peggio, molte stranezze del clima capitano ora come quando erano piccoli i nostri genitori e i nostri nonni, solo che a noi non avendole vissute in prima persona nel passato, fa un po’ effetto. Ovviamente il cambiamento climatico esiste ma non bisogna generalizzare sempre.

Vino Biologico? si, no, forse?

Io e mio padre non crediamo molto nel biologico, osserviamo quella che è la normativa europea F1, usando prodotti selezionati e facendo molta attenzione alle quantità durante l’anno in vigna. L’anno scorso a spese nostre abbiamo fatto analizzare il vino per vedere se c’era qualche residuo dei fitofarmaci usati durante l’anno e il risultato è stato residuo zero, e per noi è questo l’importante. Il Biologico a scopo di marketing non lo abbiamo mai capito. Le ore di lavoro per lavorare bene sono molte di più ma ne vale la pena, un esempio è anche solo il fatto che noi non diserbiamo nel sottofila, ma abbiamo un macchinario apposito per tagliare l’erba che vuol dire lavorare molte ore in più rispetto al normale, ma sono quelle piccole cose che ti fanno capire quanto bene vuoi alla tua terra.

Ho la fortuna di avere molti amici che vivono in Langa ma anche molti che vivono nel Roero, e conoscendoli sempre meglio e sentendoli parlare mi viene da chiederti :

Perché il Roero è un posto magico e perché lo spirito di appartenenza di chi ci vive è così forte?

Eeeh, secondo me il Roero è un posto molto bello. Cioè come tutti i posti compresa la Langa o il Monferrato, ma sono diversi dal Roero. Entrando in Langa la cosa che si nota molto è il colpo d’occhio di tutti questi vigneti molto vicini con i filari tutti perfetti, e l’occhio quasi si abitua a l’immagine del vigneto. Nel Roero è diverso, ci sono molte più colline, magari più piccole e più alte, ma la cosa bella è che oltre alla ovvia coltivazione della vite, qui si vedono ancora tanti frutteti, tanti boschi e tanti noccioli, il paesaggio è molto più vario e selvaggio e quindi più ricco. In Langa sono stati forse più bravi di noi per farsi conoscere e la nostra grande fortuna ora è proprio questa, accogliere tutte quelle persone che oltre alla Langa hanno il piacere di vedere e conoscere qualcosa di diverso e altrettanto prezioso. I Turisti e gli appassionati sono sempre di più, e grazie ai molti giovani che fanno come me questo lavoro con passione sono sicuro che ce la faremo. Il mio pensiero va al futuro, pensando che magari tra 5,6 o 10 anni il Roero potrà essere conosciuto nel mondo proprio come le zone del Barolo e del Barbaresco. La strada è ancora lunga ma ci toglieremo grandi soddisfazioni.

Eravamo li fuori e saremmo rimasti tutto il giorno, Simone è un bravo ragazzo ricco di passione, e i suoi vini rispecchiano esattamente questo. La sua famiglia e suo padre Ermanno lo ha guidato in questa avventura passo dopo passo e merita tanto successo e riconoscimenti. La cantina è strapulita e curata nei minimi dettagli, ogni cosa ha il proprio posto. Abbiamo salutato Simone con un abbraccio e siamo tornati a casa contenti.

Il Roero ha in sè giovani leoni che non vedono l’ora di farsi sentire, che a testa bassa e con tanta umiltà fanno vini buoni e soprattutto sani, partendo dalla vigna e sporcandosi prima degli altri i piedi e le mani, hanno tanta cultura, rispetto del terroir e un senso dell’amicizia smisurato.

Grazie a Simone e all’azienda vitivinicola Ermanno Costa, dovete assolutamente andarli a trovare.

Per le cose belle, ma che non c’è cifra che possa pagarle,

lì in mezzo ci sarà sempre

Wines and Secrets.

FRANCESCO

 

Un pensiero su “PROTAGONISTI : Simone Costa

  1. Bravo Simone per il grande lavoro che fai per raggiungere grandi risultati nei tuoi vini e bravo Francesco per aver raccontato tutto questo! E…. forza Roero!!!

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